Perché le nostre ragioni non interessano agli altri

LIFE
 Dopo il nostro primo anno di vita,  gli adulti cominciano ad aspettarsi che iniziamo a capire cosa significa “giusto” e “sbagliato”.

Pubblica l'immagine di Why The Other Side Will not Listen to Reason

 

 

 

 

 

 

 

 

Sono strani gli adulti: pensano di insegnare attraverso misteriose reazioni che seguono a certe cose che facciamo da piccoli.

Ad esempio, dopo che abbiamo tirato fuori tutti i libri dallo scaffale e li abbiamo messi sul pavimento (impresa titanica per la quale dovrebbero entusiasmarsi), ci rimproverano.

Se invece facciamo la pipì nel posto giusto, lodi a non finire! Addirittura si inviano messaggi ai nonni e zii: “ha fatto la pipì nel vasino, TUTTO DA SOLO!

È davvero sconcertante, ma col tempo impariamo a capire che gli adulti sono estremamente preoccupati di classificare le azioni in due grandi categorie: ok e non ok,  buone o cattive.

Segni, Diritto, Sbagliato, Buona, Male

Per fortuna si impara  rapidamente eh! E c’è una logica dietro ciò che viene premiato e ciò che viene punito: le azioni “cattive” sono solitamente (ma non sempre) quelle che feriscono, infastidiscono o disturbano altre persone, e le azioni “buone” di solito (non sempre) aiutano in qualche modo, o almeno non feriscono nessuno.

Questo sistema di classificazione è così fortemente enfatizzato dagli adulti che comincia a insinuarsi nel nostro io. Tutto cio che ci circonda è fatto i torti e diritti, persino i personaggi dei cartoni animati, se sono buoni alla fine dell’episodio sono felici, se invece sono cattivi, cadono nel burrone o finiscono in prigione.

Moe, Carino, Donne, Studenti

Scopriamo che ci sono modi giusti e sbagliati per parlare, giocare, agitarsi, chiedere cose, toccare le persone ed esprimere i propri sentimenti.

Ci sono posti giusti e sbagliati per sedersi o stare in piedi, cose da indossare, da guardare.

Ma non sempre: dipende anche dalle situazioni e dai luoghi in cui ci si trova.

C’è qualcosa di strano nel modo in cui giudichiamo

Finalmente siamo adulti…! E qui la faccenda si complica.

Questa “moralità” è diventata una parte  intuitiva del nostro pensiero.   Valutiamo il carattere delle altre persone, pensiamo di poterle lodare o condannare dal modo in cui parlano, fanno la fila, guardano i cellulari, parcheggiano.

Tutte azioni moralmente salienti!

Leggiamo un articolo di giornale? No, basta il solo titolo per capire chi è  buono e chi è cattivo.

Il servizio è lento? I dipendenti sono poco affidabili.

Siamo bloccati nel traffico? Qualche stupido ha pianificato male i tempi dei semafori.

Taxi Taxi Traffico Cabina New York Strada

I nostri sentimenti e giudizi morali sono davvero importanti! E  quanta energia nel determinare quello che il mondo umano fa di giusto o sbagliato.

In realtà non essendo i nostri interessi personali in gioco, non ci interessa approfondire altro.

Se così fosse, faremmo più attenzione nel formulare giudizi. Magari raccogliendo più informazioni, prima di esprimerli. Cercando punti di vista opposti e provare a comprenderli. Oppure offrendo il beneficio del dubbio. Ci tratterremmo dal trarre conclusioni affrettate che potrebbero creare un vero e grande problema.

Avremmo un vero e continuo interesse ad evitare di sbagliare.

Perché siamo così testardi

Alcuni psicologi sostengono che la nostra sensibilità morale non si è evoluta per renderci capaci di determinare il bene e il male. Si è evoluta per aiutarci a sopravvivere e prosperare in ambienti altamente sociali.

I nostri sentimenti morali sono incredibilmente rapidi e reattivi perché hanno dovuto adeguarsi alle interazioni sociali in tempo reale, e non possono aspettare periodi di riflessione più lunghi e più attenti.  Sono spesso conflittuali e illogici perché devono soddisfare una serie di diversi obiettivi sociali:

  • Il nostro desiderio di proteggere i più vulnerabili ci ha motivato a tenere i bambini al sicuro, lontano da persone potenzialmente pericolose
  • Il nostro risentimento per l’inganno e l’ingiustizia   si è adattato per evitare di essere sfruttati dal resto del  gruppo
  • Il nostro rispetto per la lealtà e la nostra paura del tradimento si sono evoluti. Abbiamo formato coalizioni per identificare le persone sleali
  • Il nostro atteggiamento nei confronti dell’autorità ci ha conferito un vantaggio nel posizionarci all’interno delle gerarchie sociali

Non c’è da meravigliarsi che le nostre intuizioni morali siano così forti, rapide e spesso totalmente sbagliate. Sono solo riflessi di sopravvivenza, condizionati dai nostri istinti e ancor più dalla nostra educazione.

Le nostre intuizioni morali sono fortemente sintonizzate per renderci tribali e il nostro ragionamento morale è sintonizzato di più per sollecitare l’approvazione degli altri che per scoprire effettive verità.

Ecco perché siamo così suscettibili ai pregiudizi e alle “fake news” (notizie false) .

E’  piacevole prendere posizioni morali, non importa quanto povero o inesistente sia il ragionamento dietro di loro: se dichiarate pubblicamente, generano in modo affidabile una piccola ondata di elogi e approvazione dalla tribù che condivide queste posizioni.

Questa psicologia morale è – in fondo – una vera polveriera, in quanto suscettibile di creare in una società composta da persone il cui scopo è essere ritwittate e apprezzate, indipendentemente dalle loro ragioni.

Una società dove un “influencer” può far cadere un titolo in borsa, facendo fallire un’azienda e togliendo lo stipendio a tutti coloro che vi lavorano, solo e semplicemente dicendo che non le piace il colore della nuova home page….

Folla Lego Personale Scelta Selettore Vota

 

Facebooktwittergoogle_plusredditpinterestlinkedinmail
Facebooktwittergoogle_pluslinkedinrssyoutube

Be the first to comment

Leave a Reply

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*